Ecco la risposta ai commenti del precedente post "Domande".
Personalmente NON condivido l'idea che la felicità più grande sia quella inattesa.
E' grande la sensazione della sorpresa bella e molto piacevole. Ma è altra cosa a mio avviso.
Io credo che la felicità, conoscere quello che ci rende felici, è banalmente insita dentro di noi.
E quindi in noi debba essere ricercata, riconosciuta e accettata.
La paura sta proprio nel riconoscere ed accettare ciò che ci piace, perchè per questa azione passa il riconiscimento e
l'eventuale accettazione di noi stessi.
Io trovo che tu applichi troppo la categoria della "paura" nella tua indagine del mondo. Mi ricordi Hegel e la sua straordinaria passione per il numero 3.
RispondiEliminaPersonalmente non so come si possa aver paura della felicita`. Posso aver paura di un leone, di un'arma nucleare, del mio capo che si imbufalisce se non rispetto una scadenza, di rimanere senza lavoro, ma la felicita` mi rende arzillo non pauroso. Forse la mia psicologia e` troppo trivialmente materiale per voi eleganti intellettuali.
Se la tua felicita` e` dentro di te ti auguro di trovarla. Per quanto mi riguarda la trovo una semplificazione. Vivo in me e nel mio ambiente e quest'ultimo, pur non essendo una variabile impazzita del caos primordiale, non e` nemmeno un qualcosa che posso dominare fino in fondo.
P.S.: Ti ringrazio per l'assenza di metafore (che in realta` apprezzo, ma a tempo debito).
Non dico di avere paura di essere felice (cosa peraltro possibile) ma paura di conoscersi profondamente, azione questa a mio avviso intimamente legata al trovare la felicità.
RispondiEliminaSpiegami meglio la tua frase: "Vivo in me e nel mio ambiente e quest'ultimo, pur non essendo una variabile impazzita del caos primordiale, non e` nemmeno un qualcosa che posso dominare fino in fondo". Ovvio che tu non possa dominare il tuo ambiente completamente ma il "vivere in te" riesci a dominarlo invece?
E chi lo sa? Magari ci posso anche provare. Ma siccome nessuno e` onnipotente, posso non riuscirci. Per quanto riguarda il mio ambiente invece le probabilita` di non riuscirci sono elevate, naturalmente in dipendenza da cosa vuoi fare. Insomma, non mi pare che basti conoscere se` stessi per trovare la felicita`. In noi stessi troviamo la radice della felicita`, forse, ma non basta, l'ambiente ci deve aiutare.
RispondiEliminaTutto sommato mi pare di fare il Kant della situazione: dico banalita` di buon senso.
mmmm...
RispondiEliminanon so se le tue banalità siano "di buon senso"...
L'ambiente ci deve aiutare è una affermazione che mi interessa...
bisogna che ci rifletta su
o quanto meno non deve metterci i bastoni fra le ruote... suona diversamente ma nella sostanza cambia poco
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